Arte

PINACOTECA COMUNALE – Città di Castello

La Pinacoteca Comunale trovò sistemazione nell’attuale sede quando nel 1912 Elia Volpi, pittore, restauratore ed antiquario tifernate di fama internazionale, donò al Municipio il cinquecentesco Palazzo Vitelli alla Cannoniera. Costruito in tempi diversi, l’edificio assunse il definitivo aspetto nella prima metà del cinquecento e fu così denominato per la vicinanza di una fonderia o deposito di cannoni. Il Palazzo, nobile esempio di dimora rinascimentale, venne edificato in occasione delle nozze di Alessandro Vitelli e Angela Paola dei Rossi di San Secondo Parmense. Riccamente affrescato, è caratterizzato dalla decorazione a graffito della facciata che guarda il giardino eseguita da Cristofano Gherardi, detto il Doceno, su disegno del Vasari. Vasi, mascheroni, motivi vegetali, putti, cornucopie, uccelli affiancano stemmi e simboli della nobile famiglia Tifernate. Lo scalone che dà accesso al piano nobile è splendidamente affrescato con una complessa decorazione a carattere celebrativo e simbolico: Sibille e Profeti, Apollo e le Muse, Sapienti e Imperatori dell’antichità che sono attribuiti a Cola dell’Amatrice e al Gherardi. La collezione d’opere qui conservata è, per importanza, seconda in Umbria soltanto alla Galleria Nazionale di Perugia. La grande pala con la “Madonna in trono” col Bambino e sei angeli del Maestro di Città di Castello, fedele seguace di Duccio di Boninsegna, è il dipinto più antico qui conservato. Seguono le opere di Spinello Aretino, di Giorgio di Andrea di Bartolo, di Antonio Alberti da Ferrara, di Neri di Bicci e di Antonio Vivarini. Unico esemplare di oreficeria è il “Reliquiario del braccio di Sant’Andrea”, datato 1420, attribuito allo scultore fiorentino Lorenzo Ghiberti.

https://www.cittadicastelloturismo.it/percorso/pinacoteca-comunale/

FONDAZIONE BURRI – Città di Castello

La Fondazione Palazzo Albizzini “Collezione Burri” nasce nel 1978 per volontà dello stesso Alberto

Burri che, con una prima donazione, la dotava di trentadue opere. E’ stata riconosciuta con decreto del Presidente della Giunta Regionale dell’Umbria e ha assunto la denominazione dall’edificio che la ospita.

La Collezione a Palazzo Albizzini è stata aperta al pubblico nel dicembre 1981 e comprende circa centotrenta opere dal 1948 al 1989, ordinate cronologicamente in venti sale. Insieme all’altra sede espositiva degli Ex Seccatoi del Tabacco inaugurata nel luglio 1990, che ospita 128 opere dal 1970 al 1993, è la raccolta più esaustiva sull’artista, con opere di altissima qualità selezionate dal pittore stesso. Presso la Fondazione sono allestite: la biblioteca, ricca di materiale relativo all’arte moderna e contemporanea (consultabile su preventiva richiesta scritta da parte di studenti e studiosi), la fototeca, che raccoglie tutta la documentazione riguardante l’opera di Alberto Burri e l’archivio, che conserva un’esauriente bibliografia sull’artista. La Fondazione organizza periodicamente conferenze di arte antica, moderna e contemporanea, convegni di aggiornamento sull’arte contemporanea in collaborazione con autorevoli istituzioni parallele, nazionali ed internazionali, collabora direttamente e indirettamente alla pubblicazione di cataloghi di mostre delle opere dell’artista, cura la pubblicazione dei cataloghi e dei dépliant della Collezione. Ha redatto il volume “Burri – Contributi al Catalogo Sistematico” (1990).

http://www.fondazioneburri.org/

ABOCA MUSEUM – Sansepolcro

Aboca Museum è l’unico e originale Museo delle Erbe che recupera e tramanda la storia del millenario rapporto tra l’uomo e le piante.

Attraverso il percorso Erbe e Salute nei Secoli, il visitatore sarà stupefatto dalla prestigiosa sede rinascimentale di Palazzo Bourbon del Monte, in via Niccolò Aggiunti.

Nelle sale espositive si potranno ammirare le suggestive e fedeli ricostruzioni di antichi laboratori, preziosi erbari, libri di botanica farmaceutica, antichi mortai, ceramiche e vetrerie.

http://www.abocamuseum.it/it/

FORTEZZA MEDICEA DI GIULIANO DA SANGALLO – Sansepolcro

Detta anche Fortezza di Sansepolcro

Da Sangallo a Sansepolcro.

Percorrendo, verso sud, via Niccolò Aggiunti, proprio sulla parte finale incontreremo la fortezza medicea di Giuliano Giamberti da Sangallo (1445-1516), degli inizi del 1500. La prima fortezza, nacque per volere dei Malatesta, tra il XIV ed il XV secolo, su di una precedente struttura fortificata.

Di forma quadrilatera irregolare, la fortezza, è un eccellente esempio di architettura militare “ alla moderna” cioè presenta soluzioni architettoniche sia nuove che di riadattamento, derivate dall’esigenza  dell’architettura militare di adeguarsi alle nuove e più potenti armi da fuoco, usate sia per la difesa che per l’attacco.

Guardando la fortezza dal lato di via dei Molini è ancora visibile la cucitura tra il precedente muro quattrocentesco, per la difesa così detta “piombante” e quello successivo cinquecentesco con una muratura prevalentemente fatta di pietra e laterizi.

Il preesistente cassero centrale fu mozzato per renderlo meno esposto ai colpi dell’artiglieria.

Un profondo fossato, poteva essere allagato all’occorrenza, sfruttando l’acqua che alimentava i mulini, (da qui anche il nome della vicina strada).

Il perimetro presenta agli angoli quattro puntoni di diversa dimensione: quello di San Casciano a nord-est, quello di San Leo a nord-ovest, quello di Santa Maria a sud-ovest, quello di Belvedere a sud-est.

Il bastione di Santa Maria, rivolto verso la città, è il più piccolo dei quattro, ma sicuramente il più singolare e importante, visto che non fu molto rimaneggiato e si presenta nella struttura conferitagli dal Sangallo a forma di cuore; sono ben visibili le bocche di volata dei cannoni poste nell’orecchione del puntone, invenzione di Giuliano per renderle più nascoste e permettere la difesa radente.

Il bastione di San Leo invece fu sottoposto ad importanti ed accurati studi che hanno messo in luce  come il Sangallo lo aveva progettato in maniera cilindrica, rifacendosi ad altre strutture costruite in Toscana e che fu, in seguito, per così dire “incamiciato” dall’architetto locale Alberto Alberti, che si occupò del miglioramento della fortezza nel 1561.

Il bastione di San Casciano, rimaneggiato anch’esso, presenta comunque ancora la forma di cuore sangallesca.

Il bastione di Belvedere è il più grande dei quattro, costruito interamente in mattoni e probabilmente di epoca successiva; fu molto potenziato rispetto gli altri, perché esposto direttamente agli attacchi dalla pianura ed anche in questo caso l’originale del Sangallo venne inglobato dalla struttura più moderna.

All’interno la fortezza presenta un cortile medievale molto suggestivo a coronamento della struttura duecentesca a ridosso del puntone di San Casciano.

Alla metà del Cinquecento, inoltre, l’Alberti apportò ulteriori modifiche importanti al lavoro compiuto dal Sangallo, in particolare con la costruzione del rivellino, struttura difensiva poligonale posta nei pressi del puntone di San Casciano, perimetrato con muri di contenimento molto alti in prossimità del fosso che formava, dunque, un terrapieno in discesa verso l’esterno, ancora oggi in parte visibile.

Dal Settecento in poi le esigenze difensive saranno sempre minori e la struttura fu venduta e trasformata nell’800 in fattoria agricola, ed è oggi di proprietà privata.

http://www.museionline.info/tipologie-museo/fortezza-di-sansepolcro

MUSEO CIVICO DI SANSEPOLCRO – Sansepolcro

Le origini del palazzo che ospita il Museo Civico di Sansepolcro sono trecentesche.

La riedificazione, sopra un precedente edificio, venne attuata per volere di Galeotto Malatesta, intorno ai primi anni settanta del 1300.

Sono testimonianza di queste storiche origini, gli ambienti sotterranei, un tempo stalle del palazzo e che oggi ospitano il tesoro della cattedrale con l’apparato di Roberto Maria Costaguti (1732-1818) vescovo di Sansepolcro dal 1778 al 1818. L’attuale edificio subì nei secoli svariate modifiche, non tutte facilmente individuabili. Nella riconfigurazione quattrocentesca, quando il Palazzo della Residenza fu completamente riorganizzato, fu ridefinita la sala dei Conservatori del Popolo, che vanta sulla parete di fondo la celebre Resurrezione di Cristo, realizzata intorno al 1460 dal maestro toscano Piero della Francesca (1415 ca.-1492). Grazie alla collocazione della straordinaria opera dell’artista di Sansepolcro, nacque sul finire dell’ottocento, l’idea da parte dell’amministrazione comunale del tempo, di raccogliere un gruppo di opere d’arte, che dettero vita al primo nucleo della Pinacoteca comunale. Nei secoli successivi, fino al Novecento, si sono poi susseguiti altri interventi che hanno portato il Palazzo ad assumere l’aspetto attuale.

Il Museo Civico propone al suo interno un considerevole patrimonio artistico, custodendo un’imponente collezione di opere che vanno dal XIV al XX secolo: la pala dei Santi Pietro e Paolo di Matteo di Giovanni (1430?-1495), la pala con l’Annunciazione, Adorazione dei Pastori, angeli e santi della bottega di Andrea della Robbia (1435-1525?), la Madonna del Soccorso di Gerino da Pistoia (1480-1529?), il Martirio di San Quintino di Jacopo Carucci detto il Pontormo (1494-1557), l’Annunciazione di Santi di Tito (1536-1603), l’Adorazione dei Magi di Leandro da Ponte detto Bassano (1557-1622), la Crocifissione e Santi (della bottega) di Domenico Cresti detto il Passignano (1559-1638), infine Giovan Battista Mercati (1591-1645) con l’Immacolata concezione e Santi e l’Assunzione e Incoronazione della Vergine di Raffaellino del Colle (1594?-1566).  Uno sguardo immancabile è riservato agli affreschi trecenteschi (attualmente in fase di studio) provenienti da varie chiese cittadine e ricollocati all’ultimo piano del Museo ed alla piccola collezione archeologica di reperti locali. Sicuramente la parte di maggior interesse è quella dedicata a Piero della Francesca, nato e cresciuto a Sansepolcro. La Sala dei Conservatori, offre anche altri due frammenti di affresco di straordinario interesse, opera di Piero della Francesca: il San Giuliano (1455 ca.) e il San Ludovico (1460). Senza dimenticare, nella sala adiacente quest’ultima, l’altrettanto famoso Polittico della Misericordia (1445-1454) sempre opera di Piero della Francesca.

http://www.museocivicosansepolcro.it/

MUSEO DEL TABACCO – San Giustino

Museo storico e scientifico del tabacco San Giustino Umbro – Perugia

Via Toscana, 06016 San Giustino Umbro PG

Nel territorio che per primo vide la coltivazione del tabacco, il museo sorge proprio nella sede dell’ex consorzio tabacchicoltori nel centro di San Giustino. All’interno del museo è possibile visionare antichi macchinari relativi alla produzione del tabacco e documenti fotografici di grande valore storico.

www.museotabacco.org

CASTELLO BUFALINI – San Giustino

Situato proprio nel centro del paese di San Giustino, il complesso di Palazzo Bufalini (sec. XV- XVI) si presenta come  un’elegante residenza circondata dal verde dentro le mura.

La fortezza a pianta quadrangolare con quattro torri  presenta le caratteristiche dell’architettura militare  in cui convivono elementi medievali con più moderne costruzioni rinascimentali. A partire dal 1487, il castello diviene proprietà della famiglia Bufalini che lo arricchirà di opere d’arte, tra cui notevoli affreschi a soggetto mitologico di Cristofano Gherardi detto il Doceno, risalenti alla seconda metà del XVI secolo.

http://polomusealeumbria.beniculturali.it/?page_id=3682

MUSEO ARCHEOLOGICO VILLA MAGHERINI GRAZIANI – San Giustino

Splendido esempio di villa nobiliare tardo rinascimentale, il Palazzo Magherini Graziani sorge a metà collina in aperta posizione panoramica dominante la Valle del Tevere. La villa fu fatta costruire da Carlo Graziani, esponente della famiglia tifernate di origine toscana, agli inizi del Settecento incaricando l’architetto Antonio Cantagallina. La villa è di proprietà comunale. La casa colonica è sede sia di una foresteria con locali che ospitano attività socio-culturali, sia la sede operativa per le campagne di scavo della Villa di Plinio Il Giovane della Soprintendenza archeologica dell’Umbria , delle Università di Perugia e di Alicante (Spagna). Vi è infatti un museo archeologico della sopracitata villa sistematicamente indagata dal 1986.

http://fondazionevillafabri.org

sindaco@comune.sangiustino.pg.it